Definizione di vernice

Si definisce come prodotto verniciante (PV): “una miscela di prodotti chimici che, applicata in
più mani mediante una sequenza ben definita di operazioni, forma una pellicola solida dotata di
resistenza meccanica e chimica tale da proteggere il supporto dall’aggressione degli agenti fisici e
chimici presenti nell’ambiente e dotata di caratteristiche tali, per quanto riguarda il colore, l’aspetto, il
tatto e l’uniformità, da mutare l’aspetto estetico del manufatto verniciato.”
Pitture e vernici sono quindi prodotti liquidi o in polvere capaci di formare un film solido,
continuo e aderente quando applicati come strato sottile sulla superficie dì un substrato. L’impiego
delle vernici ha scopi protettivi o decorativi e mira a fornire alle varie superfici particolari proprietà di
lucentezza, durezza, resistenza all’abrasione, resistenza chimica ecc. I substrati che più generalmente
sono sottoposti al trattamento di verniciatura sono costituiti da metalli, superficie esterne ed interne
delle case, legno, materie plastiche, carta, etc. Le miscele impiegate per i trattamenti superficiali dei
vari substrati acquistano denominazioni diverse (pitture, vernici, lacche, smalti, fondi, finiture) anche
in base ad un linguaggio empirico (talvolta improprio) che è entrato in uso nella fase primitiva e
artigianale di formulazione e preparazione dei prodotti vernicianti. Per ora sarà sufficiente dire che
per pitture (in inglese paints) si intendono prodotti contenenti pigmenti che danno origine a films non
trasparenti che mascherano il supporto. Le pitture di superficie, particolarmente lisce, lucide e dure
vengono chiamate smalti (in inglese enamels). Le vernici propriamente dette (in inglese varnishes)
comprendono invece prodotti non pigmentati, che forniscono films trasparenti e lasciano visibile il
supporto spesso esaltandone l’aspetto (ad es. venature del legno). Spesso il termine vernice acquisisce
un significato più generale comprendente anche prodotti pigmentati.

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