Cenni storici

Cenni storici

Le vernici non limitano il proprio ruolo alla pur preziosa passività della conservazione di un
patrimonio ormai acquisito, ma agiscono anche nella direzione dello sviluppo e dell’arricchimento di
tale patrimonio. Esse hanno fatto la loro prima comparsa agli albori della civiltà e da allora hanno
sempre accompagnato l’uomo in tutte le tappe della sua grande avventura. La storia delle vernici è
ricchissima di testimonianze di grandissimo interesse e valore storico. Le vernici a base di olio di
lino erano note già agli antichi egiziani e fino al 1800 l’olio di lino costituì pressoché l’unico veicolo
per pitture e vernici. E’ iniziato allora l’impiego di oli cotti, oli modificati con colofonia e altre resine
naturali per migliorarne la velocità di essiccamento e alcune proprietà del film. La prima fabbrica di
vernici nasce in Inghilterra nel 1790 (in Italia nel 1860), e l’industria si sviluppa rapidamente in tutto
il resto dell’Europa durante i primi anni del 1800. All’inizio del 1900 sono comparsi i primi polimeri
sintetici (resine fenoliche) ed essi sono stati impiegati come leganti in miscela con l’olio di lino, fino
al termine della prima guerra mondiale (e quindi tra il 1918 e il 1920) quando grandi surplus di
nitroglicerina e nitrocellulosa, utilizzata fino ad allora come esplosivo, attendevano una destinazionediversa. Si intensificarono allora gli sforzi di ricerca per rendere più “industriali” le già note vernici
alla nitro, che una volta messe a punto, – e con l’aiuto prezioso della pistola a spruzzo inventata nel
frattempo da un otorinolaringoiatra per le inalazioni – diedero un grandissimo impulso alla
produzione industriale: i tempi di essiccazione molto rapidi velocizzarono enormemente i processi e
permisero la diffusione di vere e proprie “produzioni in catena”. L’Industria automobilistica
beneficiò ampiamente di questa possibilità, ed in particolare il modello T della Ford trovò nella
riduzione dei costi propiziata da queste innovazioni, la ragione principale del suo grande e rapido
sviluppo. A partire dal 1930 è iniziato il vero sviluppo tecnologico dell’industria delle vernici con
l’ingresso nel settore delle resine alchidiche. Le resine alchidiche sono state per oltre 50 anni il
componente fondamentale delle pitture e vernici, ampliandosi e diversificandosi nelle caratteristiche
ed impieghi. L’introduzione all’inizio del 1970 delle resine acriliche ha praticamente soppiantato
l’impiego delle resine nitrocellulosiche nel settore ritocco automobilistico automobilistico ed eroso
dei settori d’impiego delle resine alchidiche.
Gli anni a seguire registrarono un grandissimo numero di innovazioni e progressi. L’Italia, che
sin dagli inizi del secolo disponeva già di un buon numero di industrie di pitture e vernici, si mise in
luce con la messa a punto di pitture a base di emulsioni acquose e di acetato di polivinile (1950) e più
tardi le epossidiche e le poliacriliche (anni ’60) e molto più tardi con le vernici a polveri (poliesteri
insaturi) e l’adozione delle vernici per legno reticolabili con radiazioni UV (1970). Dalle prime è nata
tutta la fortunata serie di pitture casa-edilizia, e con le seconde l’Italia ha consolidato il suo primato
nella produzione di arredamenti. Negli anni successivi lo sviluppo è stato intenso con l’introduzione
sia di nuove classi di polimeri quali nuove resine epossidiche e le resine poliuretaniche, sia di nuove
tecnologie di applicazione (elettrostatica, elettroforetica, etc.), per cui si può affermare che non esiste
altro settore industriale che impieghi tanta varietà di prodotti e di tecnologie orientate in modo
specifico a soddisfare le richieste delle diverse applicazioni.
L’industria delle pitture e vernici, come molte altre, è stata colpita a partire dal 1973 dai forti
incrementi nei costi delle materie prime, dei combustibili e dell’energia in genere. Inoltre le
amministrazioni sia centrali che locali sono diventate sempre più sensibili ai problemi di inquinamento ambientale e hanno imposto gradatamente l’impiego di nuove tecnologie capaci di ridurre
l’inquinamento dell’aria, dell’acqua e degli scarichi solidi. La prima legge a questo riguardo è la
famosa «Rule 66» di Los Angeles del 1976 che poneva limiti all’emissione nella atmosfera di solventi
fotochimicamente attivi.
L’industria delle pitture e vernici ha reagito, spesso con significativi successi, sia alla mutata
situazione di disponibilità e costo delle materie prime e dell’energia, che alle regolamentazioni
sempre più rigide e limitanti imposte dalle leggi dei vari paesi. Da una parte sono stati introdotti
nuovi tipi di prodotti (resine acriliche, epossidiche, uretaniche) con caratteristiche migliorate per
quanto riguarda la protezione dalla corrosione e la resistenza all’invecchiamento all’esterno; dall’altravi è una tendenza generale a ridurre e talora ad eliminare l’impiego dei solventi organici o ad
impiegare l’acqua come mezzo disperdente.
I sistemi vernicianti più avanzati che vanno incontro a queste esigenze comprendono: le vernici
«all’acqua», «ad alto solido», vernici in polvere e vernici «senza solventi» reticolabili con radiazioni.

Importanza dell’industria delle pitture e vernici.

L’industria delle pitture e vernici costituisce uno dei rami più importanti della chimica
secondaria e ricopre un ruolo importante nel campo industriale contribuendo in modo sensibile, anche
se poco conosciuto, all’economia dei paesi industriali. L’importanza delle pitture e vernici è evidente
dal contributo che esse danno alla protezione dei materiali metallici dalla corrosione, all’allungamento
della vita e all’aspetto estetico di strutture quali edifici, impianti industriali, automobili,
elettrodomestici, oggetti per la casa, etc. Difficile trovare un materiale strutturale che non sia
verniciato.
Con un valore della produzione pari a 2500 milioni di € le vernici contribuiscono per il 6% alla
produzione chimica nazionale; gli addetti sono 16.000, cioè il 9% dei lavoratori chimici in Italia. Al
di fuori dei confini nazionali, il contributo economico delle vernici mantiene le stesse proporzioni e
nel blocco occidentale si stima che il valore della produzione raggiunga ormai i cinquanta miliardi di
dollari.
Queste cifre, sufficienti a tracciare il profilo di importanza del settore nell’economia del nostro
Paese e dei Paesi OCSE, non bastano ad illustrare la rilevanza strategica del ruolo che le vernici
recitano per lo sviluppo ed il mantenimento del livello di vita raggiunto dalla comunità
socioeconomica occidentale.
Per rendersi conto della rilevanza di tale ruolo basta pensare che la necessità di proteggere
mediante verniciatura deriva dal fatto che la superficie di qualsiasi oggetto è vulnerabile a causa
dell’azione aggressiva di molti agenti chimici e fisici presenti in natura o prodotti artificialmente. Le
radiazioni solari, l’acqua nelle sue varie forme (pioggia, neve, brina, nebbia, umidità, rugiada),
l’anidride carbonica, l’ossigeno, gli ossidi di azoto, l’anidride solforosa, e così via, attaccano e
distruggono più o meno rapidamente metalli, legno, e cemento, danneggiando comunque
sensibilmente anche materiali molto resistenti come pietre, marmi, ceramiche ecc. Senza le vernici,
perciò, quello che oggi è un patrimonio immenso, inestimabile, che appartiene all’umanità intera e si
estende all’intero pianeta, un patrimonio fatto di case, edifici, musei, ospedali, scuole, navi, aerei,
dighe, ponti, porti, impianti, piattaforme, tralicci, antenne, treni, macchine, macchinari, automobili,
mobili, ed un numero smisurato di manufatti industriali, sarebbe solo un immane cumulo di ruggine e
macerie.
Sempre per restare nel tema dell’importanza del ruolo delle vernici per la nostra società, si
potrebbe continuare dicendo che, senza le vernici segnaletiche, il traffico non sarebbe possibile, che
le vernici intumescenti ritardano i processi di combustione, che le vernici decontaminanti permettonola vita all’interno di una centrale nucleare, che le vernici antivegetative permettono di mantenere
altamente competitivo il trasporto via mare, che le vernici sono i materiali più efficienti del mondo
dato che, ad esempio, uno spessore di soli 80 micron permette che un’auto funzioni per tutta la vita,
ad un costo che non raggiunge neanche lo 0,2% del costo totale!
Ma oltre alla funzione protettiva le vernici svolgono anche un’altra importantissima funzione
socio-economica: la decorazione attraverso il colore. Il colore è parte integrante della nostra vita e
svolge funzioni diverse, dove gli aspetti personali e pubblici, sociali ed economici, si mescolano e si
sovrappongono senza sosta. Il colore stimola la fantasia, produce benessere, aiuta la vita, promuove
gli scambi, è parte fondamentale dei nostri più complessi meccanismi psicologici.

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